Dall’Hausmusik alle sale da concerto

Prima che i grandi teatri e le immense sale da concerto diventassero il cuore pulsante della musica, c’era la casa. Salotti illuminati da candele, strumenti che si accordavano accanto a un camino acceso, amici e familiari riuniti non solo per ascoltare, ma per suonare insieme.

Questa è la Hausmusik: la musica domestica, quella che nasceva tra le mura di casa, intima e vibrante, senza la distanza tra interpreti e pubblico. Mozart, Schumann, Brahms tutti hanno scritto pagine straordinarie pensando proprio a questi momenti di condivisione. Non era solo intrattenimento, ma un vero e proprio linguaggio dell’anima.

Nell’ambito della “Hausmusik” si inquadra pure Il Trio “Kegelstatt” K. 498, nato presso la famiglia Jacquin, intima del compositore; la giovane Franziska, allieva di Mozart, avrebbe suonato il pianoforte, il celebre virtuoso Anton Stadler il clarinetto, e lo stesso autore la viola.

I Phantasiestücke op. 73 di Schumann appartongono a questa pratica, che, oltre ad allietare nel caso specifico le serate dei coniugi Robert e Clara e della loro numerosa prole, era parte integrante della vita musicale tedesca, ed è in parte sopravvissuta fino ai nostri giorni.

Quasi all’estremo della sua operosa esistenza, Brahms si ricordò delle superbe qualità esecutive, davvero virtuosistiche, di Richard Mühlfeld, per il quale aveva composto il Trio in la minore, op. 114
ed il Quintetto in si minore op. 115 nel biennio 1891-92. Nel 1894 scrisse in breve tempo le due Sonate in fa minore e in mi bemolle maggiore op. 120. Entrambe le Sonate, dopo una prima esecuzione non pubblica, furono conosciute poi ufficialmente a Vienna il 7 gennaio 1895.

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