Caro Giacomo, a me sembran tutti matti

“A me sembran tutti matti!”. Così in una scena dello sceneggiato televisivo dedicato a Giacomo Puccini, diretto da Sandro Bolchi con uno strepitoso Alberto Lionello nell’interpretazione del maestro, il compositore toscano denunciava ironicamente lo scenario alla vigilia della Prima guerra mondiale. E non ci sarebbe da meravigliarsi se questa frase oggi venisse pronunciata da un giovane studente universitario, Giuseppe, che vive a Roma, e insieme a Giacomo Puccini è il protagonista di questo spettacolo in forma di concerto con voce recitante, ideato da Salvatore Dell’Isola.

“Caro Giacomo, a me sembran tutti matti” vuole fotografare un parallelismo visibile tra l’epoca in cui è vissuto Puccini e il terzo millennio attraverso uno scambio di lettere tra il compositore e Giuseppe, mettendo in luce temi comuni che segnano entrambi i periodi e le opere del maestro quali l’incertezza e la paura del futuro, la violenza contro le donne, l’amore combinato, la ricchezza materiale, l’innovazione tecnologica, la guerra, il diritto a essere bambini, il fenomeno dell’immigrazione e la lotta per le libertà.

Manon sa bene che non sarà un compromesso conveniente a darle l’amore e la felicità così come ancora oggi i matrimoni forzati o gli amori tossici annullano le persone che ne sono vittime. Anche Tosca è una donna forte che chiede rispetto per sé e per i suoi sentimenti, che non accetta i facili compromessi, ed è disposta a mettersi in gioco fino all’estremo o Cio-Cio-San che vive nella speranza e nell’illusione di un amore vero. Oggi, la violenza e la sopraffazione di un compagno violento e manipolatore è una realtà che non si può negare. Ma poi c’è il riscatto – nelle opere di Puccini rappresentato da Minnie e Turandot, concrete e ben decise a far valere i propri diritti. Gli stessi che dovrebbero avere i bambini sopraffatti da guerre orribili, che li privano del tempo e della serenità dell’infanzia, del calore di una casa, degli affetti familiari e delle braccia di una mamma. E seppure le tecnologie e l’innovazione abbiano prodotto in alcuni casi un miglioramento, in altri costituiscono una disconnessione dalla realtà e da noi stessi e la tastiera diventa un’arma, capace di pronunciare qualsiasi cosa e in qualunque modo, diventando incuranti di ciò che quelle parole possono provocare, impassibili nonostante che quelle parole arrivino come proiettili rivolti ad un altro essere umano: ed ecco che lo strumento diventa gogna mediatica, un volano di violenza e odio, come lo è stato ai tempi di Puccini con il caso Doria Manfredi, che si avvelenò e morì dopo cinque giorni di atroci spasimi.

Così, in un giorno comune sulla linea A della metro, Giuseppe, incuriosito dal video pubblicitario del Teatro dell’Opera con cui annunciano, per la sera stessa, la rappresentazione dell’Aida di Giuseppe Verdi con annessa mostra, decide di andarci. Ed è lì, tra documenti, libretti, abiti di scena e abbozzi, che il giovane universitario è attratto da una lettera che Puccini spedì alla sorella Ramelde dall’Egitto, dove era stato invitato per la première locale della Butterfly. Come un segno del destino, Giuseppe decide di scrivere a Giacomo. E così, come il compositore che nelle sue missive scriveva di passioni, ideali, dolori, opere e avvenimenti cruciali della sua vita, Giuseppe inizia a raccontare della sfiducia nel domani, dove emerge la paura di non essere all’altezza delle richieste sociali e la prospettiva di non riuscire a raggiungere traguardi stabili nella propria vita.

Marco Di Stefano e Guido Mastroianni, attore
Niccolò Buscemi, Massimo Salotti, Marina Pellegrino, pianoforte
Salvatore Dell’Isola, clarinetto
Marco Testa, testi
Musiche di Verdi, Ponchielli, Puccini
Elaborazioni a cura di Mangani, Farina, Schembari, De Siena

09.07.2024 – Maiori Festival (Maiori, SA)
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20.07.2024 – Circolo Amici della musica “A. Catalani” di Lucca e Porcari | Chiesa di S. Caterina (Lucca)
20.08.2024 – Estate Classica (Vietri sul Mare, SA)
27.08.2024 – Largo solaio dei Pastai, rassegna di musica da camera (Minori, SA)
07.09.2024 – XXI edizione del Festival Internazionale di arte vivente (Civitanova Marche, MC)
11.10.2024 – Festival NavigArte (Pisa)
24.05.2025 – Concerti al castello | Castello Miramare (Trieste)

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