fbpx

Oggi la più grande sfida della scuola è quella di garantire a tutti gli alunni una didattica universale, plurale, accessibile, capace di garantire dei percorsi multipli e differenti possibilità di espressione ed esperienza e di fornire modalità diversificate e molteplici mezzi di coinvolgimento (interattività, collaborazione in gruppo, tutoring, auto-apprendimento).

Il compito della scuola, come spiegano anche le linee guida del Miur in materia, è quello di far acquisire non solo competenze, ma anche valori da trasmettere per formare cittadini che abbiano senso di identità, appartenenza e responsabilità. È importante che la scuola stabilisca ulteriori e nuovi collegamenti col mondo del lavoro, con le famiglie, con le molteplici realtà extrascolastiche in cui i propri studenti compiono o potranno compiere altre esperienze significative (Pontis 2016) legate ad un processo di crescita della comunità e del territorio.

Al raggiungimento di tale obiettivo è chiamata l’autonomia scolastica, che consente alle singole istituzioni di programmare e condividere con gli studenti, con le famiglie, con le altre componenti scolastiche e i rappresentanti del territorio, il percorso educativo da seguire per la crescita umana e civile dei giovani.

Una scuola vissuta da studenti, genitori e docenti, ognuno con il proprio. Una scuola come luogo di incontro, aperto a tutti i suoi attori, che veicoli la conoscenza e lo scambio con i propri “vicini”, enti locali, istituzioni e associazioni del territorio, per raggiungere obiettivi e programmi comuni e accrescere il benessere individuale e collettivo.

Costruire sinergie con attività extrascolastiche

Grazie all’autonomia, la scuola oggi può perseguire con forza l’obiettivo di costruire alleanze educative tra famiglie, studenti, operatori scolastici e comunità locale con attività extrascolastiche dove le parti assumano impegni e responsabilità e possano condividere regole e percorsi di crescita reciproci come ad esempio attività per la conoscenza del territorio di appartenenza e di incentivazione alla cittadinanza attiva, avvicinamento alla musica, attività sportive, laboratori artistico-espressivi, realizzazione di cortometraggi, video, fotografie, promozione dell’inserimento del cinema e del teatro a scuola, diffusione della lettura. 

Una scuola che crea sinergie per contrastare condizioni di disabilità o disturbi evolutivi specifici ma anche difficoltà che derivano, ad esempio, da condizioni (anche temporanee) di disagio psicologico, scarsa inclusione nel gruppo, bullismo, discriminazioni, svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale.

Ma per costruire contesti realmente partecipativi, nei quali ciascun attore possa sentirsi coinvolto attivamente in un percorso comune e condiviso, è necessario definire e programmare con chiarezza e trasparenza i momenti di dialogo, confronto, collaborazione e cooperazione in gruppo, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo. Una scuola aperta alle famiglie ed al territorio e quanto più inclusiva possibile deve curare attentamente il fragile rapporto tra genitori e familiari, alunni, operatori scolastici ed extrascolastici, in un’ottica di costruzione di alleanze concrete e significative.

Digital learning

Anche le nuove tecnologie ed i social network, se utilizzati con buon senso e competenza, possono rappresentare una risorsa per favorire l’apprendimento a 360° degli alunni e creare alleanze e relazioni positive tra genitori, familiari, docenti, volontari e professionisti extrascolastici. Il rischio concreto è che le buone intenzioni rimangano, come spesso accade, stampate soltanto sulla carta.

Riferimenti normativi

Nelle Indicazioni Nazionali (2012) si sostiene che «La scuola si apre alle famiglie e al territorio circostante, facendo perno sugli strumenti forniti dall’autonomia scolastica, che prima di essere un insieme di norme è un modo di concepire il rapporto delle scuole con le comunità di appartenenza, locali e nazionali.» 

Anche la recente Legge 107/2015, Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti, riconosce come imprescindibile l’apertura della scuola al territorio ed alle famiglie. Si afferma infatti, al comma 2, che «(…) le istituzioni scolastiche garantiscono la partecipazione alle decisioni degli organi collegiali e la loro organizzazione è orientata alla massima flessibilità, diversificazione, efficienza ed efficacia del servizio scolastico, nonché all’integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle strutture, all’introduzione di tecnologie innovative e al coordinamento con il contesto territoriale. In tale ambito, l’istituzione scolastica effettua la programmazione triennale dell’offerta formativa per il potenziamento dei saperi e delle competenze delle studentesse e degli studenti e per l’apertura della comunità scolastica al territorio con il pieno coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà locali

Articoli utili:
I paradigmi dell’educazione

Categories:

Non ci sono commenti

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Ricevi la tua guida gratuita