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cultura digitale

Il “brand” Italia ha ancora un forte appeal sul resto del mondo, ma stenta a trovare un equilibrio vincente tra cultura, turismo e business.

L’ingresso dei social network, l’uso delle nuove tecnologie e delle strategie di comunicazione digitale, ha generato profondi cambiamenti e imposto nuove regole, nuove velocità e nuovi spazi, tanto nella vita lavorativa, quanto in quella personale e di relazione di tutti noi.

Grazie a questi nuovi strumenti, le strategie di promozione e comunicazione sono più dilatate e sono in grado di fornire informazioni, materiali e contributi che permettono di vivere in modo originale anche e, soprattutto, l’esperienza culturale, che sia la partecipazione a una mostra, la visione di uno spettacolo o l’ascolto di un concerto.

Bisogna, dunque, riconsiderare tutto. E bisogna farlo velocemente.

Le organizzazioni, infatti, oggi più che in passato, si trovano di fronte a nuove sfide, a nuove incertezze che derivano appunto, dalla difficoltà di comprendere i veloci cambiamenti imposti dalle tecnologie digitali e al crollo, sempre più evidente, dei modelli di management tradizionale su cui si basava tutta la nostra economia.

Nuovi canali e nuove regole

In questo contesto, le istituzioni culturali mostrano più di altre un incredibile ritardo. Questo è dovuto probabilmente ad un modo di pensare al patrimonio culturale volto principalmente alla tutela, alla conservazione e al mantenimento dello status quo.

Certamente, disporre di un patrimonio materiale e immateriale così consistente, pone non poche difficoltà per i vari attori, lo Stato o le amministrazioni locali, che ne hanno la responsabilità in termini di cura, tutela, gestione straordinaria ed ordinaria e le problematiche sono ancora più stringenti a causa della restrizione dei bilanci.

Ma la risposta, come ripetuto più volte da molti soggetti, sta nella ricerca di soluzioni nuove, sia in termini di efficienza nell’uso delle risorse umane, prima ancora che finanziarie, sia nella capacità di rapportarsi in modo dinamico con la domanda e il mercato.

Stante la velocità con la quale cambiano la tecnologia e il sistema della comunicazione, la necessità di sovvertire gli schemi tradizionali del marketing, creando nuovi canali, nuove regole capaci di rivoluzionare le precedenti, l’importanza di adottare una visione e un approccio nuovi, che portino risultati tangibili e misurabili, appare fondamentale tanto più per le organizzazioni culturali.

Si profila, infatti, la possibilità di definire nuovi modi di creare valore attraverso i prodotti, nuove strategie di promozione, nuovi canali di distribuzione, differenti strategie di pricing sfruttando le potenzialità di una comunicazione sempre più coinvolgente e impattante.

A fronte della più alta concentrazione di beni culturali, l’Italia non spicca certo per un’attività di comunicazione e promozione capace di dialogare con le nuove generazioni sfruttando a pieno le potenzialità dei canali digitali, a partire dal nome del museo che si cerca nel web.

Comunicazione web, innovazione, nuove strategie di marketing

Affiancando e mettendo in relazione l’attività sui social media, la gestione di un blog, la creazione di contenuti sempre nuovi ed ottimizzati per i motori di ricerca che supportino i contenuti più istituzionali all’interno del sito web ufficiale, un piano di e-mail marketing, strategie di e-commerce e la creazione di app dedicate per i nuovi device mobili quali smartphone e tablet, il messaggio verrà amplificato su tutti i canali web disponibili e di conseguenza, l’immagine delle istituzioni culturali rimbalzerà da un capo all’altro del web con sempre maggiore frequenza.

Non si tratta solo di cercare faticosamente di inserire i nostri territori tra le mete obbligate dei circuiti turistici, nazionali e internazionali, quanto di rendere possibili alcune scelte strategiche orientate allo sviluppo dell’economia e dell’occupazione.

Tratto dalla ricerca “Cultura & Turismo: locomotiva del Paese” di Federculture, 2014

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