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Musica a scuola

La pedagogia musicale affronta temi inerenti all’insegnamento e all’educazione nel campo della musica e spesso si sovrappone all’educazione musicale vera e propria. Per educazione musicale, però, noi intendiamo più ampiamente l’educazione a tutti i generi di musica, da quella colta a quella popolare, dallo studio dello strumento alla pratica corale.

Perchè tutto ciò?

In quest’ottica, lo studio dell’educazione musicale dovrebbe affascinare e interessare tutti i ragazzi in età scolastica, ma questo non sempre accade. Eppure, è strano notare che uso facciano oggi i giovani della musica, la quale riempie ogni momento della loro vita: si aspetta l’autobus ascoltando brani con il cellulare, si guardano i video dei cantanti più famosi grazie a YouTube, si va ai concerti e alle feste di piazze per partecipare agli eventi che vedono protagonisti i cantanti e i musicisti del momento. Eppure, la musica come disciplina scolastica non riscuote lo stesso interesse nei giovani.

Ricerche autorevoli, […] dimostrano, su un campione di studenti tra i 13 e i 16 anni, che la musica occupa l’ultimo posto nel gradimento delle discipline scolastiche. In altri studi si mette in luce come diminuisca, a partire già dalla scuola elementare, la disponibilità dei bambini non nei confronti della musica, ma nei confronti della disciplina studiata a scuola. Perché tutto ciò?

Metodi obsoleti

Evidentemente non è l’interesse verso la musica che manca, è solamente che gli alunni non si riconoscono in quel modo un po’ statico e obsoleto del fare musica in classe. […]

La metodologia dell’educazione musicale è ferma forse agli anni Sessanta, da allora i docenti non si sono mai preoccupati del fatto che probabilmente i metodi di insegnamento, ma anche i contenuti, dovessero adattarsi ai velocissimi cambiamenti della società in cui viviamo. A scuola i ragazzi, a contatto con la musica, vorrebbero capire e manipolare quelle emozioni suscitate dal brano o dalla canzone che hanno ascoltato a casa, ma troppo spesso queste aspettative sono deluse e soffocate da un modo di insegnare la musica a scuola troppo datato e pedante, da parte di insegnanti poco preparati a stare al passo con le nuove sfide dell’insegnamento. Una buona parte dei nostri insegnanti insegna la musica senza fantasia, in modo ripetitivo e meccanico, badando solamente a stare al passo con i programmi ministeriali, senza preoccuparsi di cosa possa lasciare nell’animo e nella formazione dello studente che dopo qualche anno sarà l’uomo o la donna della società civile. Sicuramente le buone pratiche nell’insegnamento della musica ci sono, ma purtroppo sono meno diffuse delle cattive.

La musica riscuote uno scarso gradimento tra i ragazzi perché sicuramente è troppo ampio lo scarto che si crea tra le aspettative e le risposte che invece si trovano a scuola. Una cosa però preme sottolineare. […]

Prospettive aperte

Con la nascita e la diffusione dei corsi a indirizzo musicale nella scuola secondaria di I grado le cose sono un po’ cambiate. […] È necessario, allora, un approccio non orientato al passato e all’istruzione che fu, ma un metodo volto al futuro e al cambiamento. È necessario, ancora, che docente e discente imparino a parlare la stessa lingua, che condividano le stesse esperienze. In altre parole: non è possibile che un insegnante pretenda di tramandare le proprie conoscenze agli alunni nella stessa maniera in cui sono state insegnate a lui. […]

Per questo è compito dell’insegnante, anche se con grande sforzo, adattarsi e imparare il linguaggio dei suoi alunni, per evitare che la propria disciplina risulti troppo lontana dalla realtà condivisa dagli studenti. Per evitare, allora, il declino non solo della musica, ma dell’istruzione classica in generale, sarà opportuno per l’insegnante uscire dalla sua torre d’avorio arroccata sulla tradizione e scendere a valle, adottando una metodologia d’insegnamento più dinamica e abbandonando il modello statico a cui la nostra scuola è tanto legata.

Testo tratto da Psicopedagogia e didattica, capitolo del volume Discipline musicali, manuale per la preparazione alle prove scritte e orali, a cura di Claudia De Simone, Edises

Photo credit: Pixnio.com

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