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La crisi educativa, sociale e culturale coinvolge tutto e tutti: dai giovani alla famiglia, dalla scuola alla cultura, dalla politica alla società, dalla sanità al lavoro e alle imprese.

Il ruolo dell’istruzione non è sufficiente se non c’è la famiglia, quello della sanità e della cultura non è sufficiente se non c’è una politica sana. È un sistema in cui tutti gli elementi sono correlati tra loro.

Per cambiare davvero il nostro Paese serve coscienza nei confronti della collettività e del bene comune. Per conservare e custodire un bene comune deve scattare una logica diversa, la “logica del noi” contro ogni forma di individualismo. Valorizziamo, salvaguardiamo e preserviamo il bene comune quando riusciamo a vedere un valore più grande degli interessi privati.

La terribile epidemia che si scatenò nel Nord Italia tra il 1630 e il 1631 si propagò facilmente anche grazie allo stato di estrema povertà che la popolazione viveva. Oggi, è dovuta soprattutto dall’estrema povertà di valori educativi, sociali e culturali.

L’uomo non imparerà mai dal suo passato. Ha memoria breve. Ce ne accorgiamo solo in periodi di crisi che, quello che accade nel mondo, riguarda anche noi in prima persona e non è solo un problema degli altri. La stragrande maggioranza delle persone si interessa solo quando vengono colpiti i loro interessi personali. Quando veniamo toccati in prima persona ci preoccupiamo della realtà.

Non so se la crisi educativa, sociale e culturale è ormai evidente anche ai meno attenti. Siamo diventati indifferenti, egoisti e menefreghisti in un paese dove le regole non le rispetta più nessuno e i disonesti sono sempre gli altri. E da questo, consegue tutto il resto: la crisi delle istituzioni, dell’istruzione, della cultura, della famiglia e della società. Siamo diventati il paese della corruzione, della criminalità, del “non rispetto”, delle ingiustizie, del razzismo e delle discriminazioni.


“Siamo il paese che isola le competenze e le professionalità”
Capitano Ultimo


La diffusione di un egoismo sociale violento ha determinato la caduta di valori che circondano la persona umana. Siamo tutti prodotti di un’economia globale finché non cambieremo marcia.

Da tutta questa storia spero che trarremo aspetti positivi per ripartire con una coscienza sana e responsabile. Il nostro dovere più grande è cambiare realmente le nostre abitudini culturali privilegiando episodi di senso civico e bene comune. Bisogna educare alla bellezza e al rispetto, informare nel modo giusto, rigenerare un sistema marcio.

Ogni nostra scelta è importante e fondamentale e può cambiare la storia e la vita di moltissime persone.

Un allarme che deve chiamare tutti in causa per impedire che la società, così come noi l’abbiamo creata e intesa, non porterà a niente di buono.


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Foto di copertina: iPost Too!

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