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Ken robinson

Secondo Ken Robinson, il sistema scolastico odierno è ormai obsoleto e anacronistico ed è incapace di rispondere ai bisogni della società di oggi.

Ken Robinson è autore di numerosi saggi, conferenziere e consigliere internazionale sul tema dell’educazione per i governi e le istituzioni no-profit. Nella nota conferenza del 2010 “Changing education paradigms”, egli ci parla del pensiero divergente e della necessità di ripensare al sistema scolastico.

L’impassibilità estetica e la perdita dell’attenzione verso la creatività compresa nell’ esperienza artistica

Crescono milioni di ragazzi alienati da un sistema in cui la quantità di informazioni di cui possono nutrire, da ogni piattaforma, computer, iphone, pubblicità, televisione è inimmaginabile portando alla perdita dell’attenzione verso la creatività compresa nell’esperienza artistica.

Secondo il professore, con il sistema educativo attuale, noi stiamo anestetizzando i nostri figli, mentre dovremmo risvegliare ciò che hanno dentro attraverso il processo di trovare idee originali che abbiano valore.

Si cerca di comprimere la grande pluralità di inclinazioni e di personalità entro modelli prefissati e schemi angusti annullando qualsiasi forma di pensiero divergente ovvero l’abilità di vedere molteplici risposte ad una medesima domanda” e differenti modi di interpretare la stessa. Invece, “qui si insegna che c’è una solo risposta ad una stessa domanda e si trova alla fine del libro!”.

Quindi anche gli insegnanti, qualunque sia la materia insegnata, devono creare terreno fertile per la promozione di attività volte allo sviluppo del pensiero creativo.

Robinson definisce marcio il sistema scolastico

Egli infatti afferma che è stato pensato sul modello di una catena di montaggio e di una fabbrica, immergendo le proprie radici nella cultura dell’illuminismo e della prima rivoluzione industriale, dove all’interno di uno spazio chiuso e ordinato si trovano degli individui a cui vengono affidati dei compiti precisi, con regole e tempi ben definiti.

Lo ha definito “modello fast food dell’educazione”, in quanto la macchina è orientata solo ad una produzione standardizzata e ripetitiva. “Per me la comunità umana si regge su una diversità di talenti, non su una singola concezione di abilità”, tiene a precisare. Chiunque possiede la capacità di fare qualcosa, questa va solo sollecitata, non uccisa dalla standardizzazione.

Infine, elogia il lavoro di gruppo e la compartecipazione sinergica, che devono essere orientati verso interessi realmente condivisi, invita a pensare diversamente a proposito delle capacità umane e suggerisce che la scuola, come ambiente educativo, non può essere scollegata dal contesto sociale, politico, economico e culturale all’interno del quale è collocata.

Sviluppiamo e promuoviamo il pensiero creativo e divergente nel sistema educativo e rimettiamo al centro l’idea di un’esperienza estetica profonda mettendo in primo piano l’importanza delle arti.


Guarda il video:
Ken Robinson parla del pensiero divergente e della necessità di modificare il sistema scolastico
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