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Comunicazione

Il volume “Come ottenere il meglio da sé e dagli altri” è uno dei primi best seller per la crescita personale scritto da Anthony Robbins.

Nel libro l’autore espone un insieme di tecniche e strumenti pratici tali da rendere ogni individuo capace di realizzare progetti concreti finalizzati al superamento delle eventuali paure inconsce e al raggiungimento di obiettivi concreti.

Di seguito voglio pubblicare una parte del libro che fa riflettere molto sul potere della comunicazione, dell’informazione e della conoscenza.

“Nel corso della storia, la capacità di governare le nostre esistenze ha assunto molte forme diverse e contraddittorie. In tempi antichissimi il potere era un semplice frutto della fisiologia: il più forte e il più veloce aveva il potere di governare la propria esistenza e quella di quanti lo circondavano.

Con lo sviluppo della civiltà il potere è diventato ereditario. Il re, circondato dai simboli del proprio dominio, governava secondo la sua insindacabile autorità; altri potevano procurarsi potere consociandosi con lui.

Poi, agli esordi dell’era industriale, il potere è diventato tutt’uno col capitale, nel senso che coloro che avevano accesso al capitale dominavano il processo produttivo. Tutti aspetti, questi, che continuano ad avere un loro ruolo. Meglio disporre di un capitale che non averlo; meglio essere dotati di forza fisica che mancarne.
Oggi, però, una delle più cospicue fonti di potere consiste nel sapere specializzato. Moltissimi ormai sanno che viviamo nell’era dell’informazione.

La nostra non è più una cultura primariamente industriale, bensì una cultura della comunicazione;

nella nostra epoca, nuove idee, movimenti e concetti trasformano il mondo quasi quotidianamente, che si tratti di cose profonde come la fisica dei quanti oppure di faccende terra terra come gli hamburger meglio commercializzati.

In epoca medievale, chi non era re e voleva diventarlo si trovava alle prese con enormi difficoltà. All’alba della rivoluzione industriale, per chi non disponeva di un capitale le prospettive di riuscire ad accumularlo apparivano limitatissime. Oggi, invece, un qualsiasi ragazzo in blue jeans può creare un’azienda capace di trasformare il mondo. Nell’età moderna, l’informazione è la merce dei re; coloro che hanno accesso a certe forme di sapere specialistico sono in grado di trasformare sé stessi e, sotto molti aspetti, tutto il nostro mondo.

Il fatto è che persino nell’era dell’informatica l’informazione non basta ma è necessario agire. L’azione, ecco il minimo comune denominatore di ogni grande successo; l’azione è ciò che produce risultati. Il sapere è potere potenziale finché non capita nelle mani di qualcuno che sa agire con efficacia.

In fin dei conti, il termine “potere” significa, alla lettera, “facoltà di agire”.

Ogni comunicazione è un’azione, una causa che produce effetti. E ha qualche conseguenza per noi e per gli altri. Quelli che hanno imparato a servirsene in maniera efficace possono mutare la propria esperienza del mondo e l’esperienza che il mondo ha di loro.

Ponete mente agli individui che hanno trasformato il nostro mondo, per esempio John F. Kennedy, Martin Luther King, Franklin Delano Roosevelt, Winston Churchill, il Mahatma Gandhi. E ponete mente, in termini molto più sinistri, a Hitler. Tutto ciò che questi uomini avevano in comune era di essere capaci di comunicare ad altri le loro visioni, si trattasse di viaggiare nello spazio o di dar vita a un Terzo Reich traboccante di odio, e di farlo con tale coerenza da riuscire a influenzare il modo di pensare e di agire delle masse. Grazie al loro potere di comunicazione, hanno cambiato il mondo.

La capacità che questi uomini e donne hanno di muovere le masse mediante la comunicazione è lo strumento di cui a nostra volta ci serviamo per muovere noi stessi.

Le vite delle persone di successo ci hanno fornito più e più volte la riprova che la qualità della vita non è determinata da quel che ci accade, ma piuttosto da come ci atteggiamo nei confronti di ciò che ci accade. Sei tu che decidi come sentire e agire in base a come hai scelto di percepire la tua esistenza. Nessuna cosa ha un significato diverso da quello che noi le attribuiamo. La stragrande maggioranza della gente agisce come se questo processo di interpretazione fosse automatico, ma è un potere di cui possiamo riappropriarci, mutando immediatamente la nostra esperienza del mondo.”


Oggi la guerra dei dati e della comunicazione è più importante di qualsiasi altra guerra bellica. Chi ha il controllo dell’informazione e della comunicazione manipola le masse e contribuisce alla nascita di ‘’individui programmati’’ e standardizzati.

L’analfabetismo sta crescendo e la manipolazione delle coscienze di persone meno istruite è più facile da manipolare incanalando il flusso di reazioni di massa, di consenso e di azioni storiche indelebili.

Di seguito vorrei segnalare altri importanti approfondimenti affini all’argomento esposto:


Leggi anche:
Ken Robinson: cambiare i paradigmi dell’educazione

Foto di copertina: Manipolazione e comunicazione

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