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digitale culturale

Niente può cambiare o sostituire lo spettacolo dal vivo ma bisogna considerare l’innovazione e gli strumenti digitali per una maggiore fruizione. La domanda culturale è cambiata sia nelle forme che nei contenuti.

Nel corso della storia abbiamo già assistito a cambiamenti dei consumi culturali, con tempi diversi, dovuti alle opportunità fornite da innovazioni e nuove tecnologie. Si pensi alla radio, al cinema, alla televisione. E oggi, al tablet e allo smartphone con internet che ha cambiato, ancora una volta, la nostra quotidianità.

Non bisogna far finta però che il digitale non sia un’opportunità

In questo periodo è esplosa l’offerta culturale sul web. Bisognerebbe vedere, però, quali sono le varie proposte, analizzarle e capire se si adattano bene anche online.

Come il caso dei Berliner Philharmoniker che hanno, dal 2008, la Digital Concert Hall, la sala da concerti virtuale dove è possibile seguire concerti, contenuti in streaming e accedere all’archivio con documentari e interviste (opportunità di fruizione).

Bisogna interrogarsi sul modo in cui la fruizione culturale è cambiata superando forme ottocentesche di consumi, soprattutto tra i giovani, se vogliamo avere un pubblico in futuro. Ovviamente non bisogna cadere nella banalizzazione. Viviamo nell’epoca dei like, delle visualizzazioni, dei numeri e molto spesso non distinguiamo la qualità dalla quantità.

Ecco questo è fondamentale. Il digitale è un’opportunità di sviluppo della produzione e dei consumi culturali che bisogna considerare, mantenendo la tradizione, ma senza ostacolare l’innovazione presente e la proiezione futura.  

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